GRETA THUNBERG LEGGE L’INTERA BIOGRAFIA DI KAROLINE LEAVITT IN DIRETTA TV E POI DICE: “SIEDITI, BAMBINA”.
Stoccolma / Washington DC – 15 febbraio 2026
Le luci dello studio erano roventi.
Karoline Leavitt aveva appena terminato un’invettiva tagliente e preparata su “attivisti ipocriti che fanno la predica all’America mentre volano in giro per il mondo a dire alla gente come vivere”. Il suo tono era sicuro, quasi gioioso; sapeva che il pubblico conservatore dei notiziari via cavo a casa l’avrebbe divorato. Si appoggiò allo schienale della sedia, con le braccia conserte, e attese l’inevitabile applauso.

Dall’altro lato del tavolo sedeva Greta Thunberg, completamente immobile. Nessun sguardo al cielo. Nessun sorriso sarcastico. Solo quella calma familiare e incessante che turba le persone, perché significa che sta ascoltando, ascoltando davvero, come un predatore ascolta prima di muoversi.
Il conduttore, un veterano commentatore di CNN International che aveva moderato decine di questi scontri a suon di urla transatlantiche, avvertì il cambiamento di temperatura. Si sporse in avanti, con il microfono leggermente inclinato.
“Greta, Karoline dice che il tuo attivismo è allarmante, elitario e irrilevante per la gente comune americana. Cosa rispondi?”
Greta non li interruppe. Non sospirò. Non alzò la voce.
Allungò la mano sotto la scrivania e tirò fuori un singolo foglio A4, piegato con cura, come ci si aspetterebbe di vedere a un seminario universitario piuttosto che in diretta televisiva. La telecamera catturò il momento in primo piano: le sue piccole dita, con passo deciso, aprirono il foglio con la stessa precisione con cui un tempo srotolava striscioni di protesta prima dei vertici della COP.
“Bene,” disse con calma e pacatezza, con quel dolce accento svedese che in qualche modo riesce a farsi sentire più di qualsiasi grido, “dato che i fatti sembrano disturbarti, diamo un’occhiata.”

Iniziò a leggere.
“Karoline Claire Leavitt. Nata il 24 agosto 1997 ad Atkinson, New Hampshire. Figlia di Robert ed Erin Leavitt. Cresciuta in una piccola fattoria di famiglia. Ha frequentato la Central Catholic High School a Lawrence, Massachusetts. Diplomata nel 2015. Ha conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e Comunicazione presso il Saint Anselm College nel 2019. Ha svolto uno stage con la senatrice Kelly Ayotte, poi con il Comitato Nazionale Repubblicano. Ha lavorato come vice addetto stampa nella Camera dei Rappresentanti Trump-White, 2020-2021. Si è candidata al Congresso nel primo distretto congressuale di Donald Trump nel 2024.
Età alla candidatura: 27 anni e cinque mesi.”
Greta si fermò per esattamente due secondi, abbastanza a lungo perché il silenzio si depositasse come neve.
Utilizzo documentato di jet privati: almeno 14 voli tra gennaio 2025 e gennaio 2026, secondo i registri FAA depositati pubblicamente e il monitoraggio OpenSecrets. Impronta di carbonio per volo: circa 1,6 tonnellate di CO₂ equivalente. Totale stimato di questi soli 14 voli: oltre 22 tonnellate. Impronta di carbonio media annua di un cittadino statunitense: circa 16 tonnellate. Conclusione: nel suo primo anno come addetta stampa, i viaggi documentati in jet privati per lavoro della Segretaria Karoline Leavitt hanno già superato di quasi il 40% l’impronta di carbonio media annua di un cittadino americano medio.
Alzò lo sguardo, con sguardo fermo e voce ancora calma.
“Mi fai la predica sul volo. Fai la predica al mondo sull’ipocrisia. Eppure scegli il mezzo di trasporto più estensivo in termini di emissioni di carbonio, mentre allo stesso tempo dici alla gente di ridurre il proprio impatto ambientale. Voli a Mar-a-Lago, a Bedminster, a Palm Beach per riunioni che avrebbero potuto essere chiamate Zoom. Posi per le foto sulle piste mentre twitti di “dominio energetico” e “America First”.”
Un’altra pausa.
Ho viaggiato in treno. Ho attraversato oceani su barche a emissioni zero. Non ho mai preso un jet privato. Nemmeno una volta. Tu hai volato almeno quattordici volte in tredici mesi. Quindi, quando dici che sono “elitario” perché esorto le persone a considerare l’impatto climatico delle loro scelte, mi chiedo: chi è esattamente l’élite in questa conversazione?
Nello studio calò un silenzio di tomba.
Leavitt aprì la bocca e la richiuse. Le sue guance si arrossarono, non ancora per la rabbia, ma per il rossore che si manifesta quando qualcuno viene appena spogliato nudo davanti a un pubblico globale senza alzare la voce.
Greta continuò a leggere, questa volta più lentamente, lasciando che ogni informazione cadesse come un sassolino nell’acqua calma.
Dichiarazioni pubbliche sul clima: marzo 2025 – ha definito il Green New Deal “una fantasia socialista”. giugno 2025 – ha ritwittato un post in cui affermava: “La crisi climatica viene esagerata dai media di sinistra”. ottobre 2025 – ha affermato durante un’apparizione su Fox News che “le turbine eoliche uccidono più uccelli di quanto non farà mai il cambiamento climatico”. Nessuna citazione fornita. Consenso scientifico: il cambiamento climatico è la principale causa della perdita di biodiversità e del declino della popolazione di uccelli, secondo i rapporti dell’Audubon Society e di BirdLife International pubblicati tra il 2021 e il 2025.
Piegò ordinatamente il foglio e lo posò sul tavolo.
“Questa è la tua biografia, Karoline. Non la mia. Non quella di un’attivista. La tua. Quindi se dici che tengo conferenze da un jet privato o che non ho alcun contatto con la gente comune americana, forse dovresti prima guardarti allo specchio.”
Poi arrivò il cavo che distrusse Internet.
Greta si sporse leggermente in avanti, guardò direttamente Leavitt e disse con lo stesso tono calmo, quasi gentile:
**”Siediti, tesoro.”**
Quattro parole.
Lo studio si bloccò. Il presentatore sbatté le palpebre. La mascella di Leavitt si irrigidì così tanto che la telecamera catturò la piccola contrazione del muscolo della sua guancia. Per circa quattro secondi interi, non si udì alcun suono, a parte il debole sibilo delle luci dello studio.
Poi il conduttore tossì, cercò di riprendere il controllo e disse: “Bene… grazie a entrambi per lo scambio così vivace…”
Ma era già troppo tardi.
Il video è stato caricato su X in 90 secondi. Dopo tre minuti, aveva già 1,7 milioni di visualizzazioni. Quando il telegiornale mattutino è andato in onda negli Stati Uniti, aveva raggiunto i 18 milioni. A mezzogiorno, in Europa, il numero aveva superato gli 87 milioni. I meme hanno inondato ogni piattaforma: immagini ritoccate di Leavitt seduta su una sedia ridicolmente piccola, didascalie che recitavano “Quando la bambina si siede”, schermate divise del volto calmo di Greta in contrasto con l’espressione sbalordita di Leavitt.
I punti di TikTok hanno aggiunto una musica drammatica; un montaggio virale ha utilizzato “Time” di Hans Zimmer come colonna sonora, mentre il testo in sovrimpressione recitava: “Il momento in cui l’addetta stampa si è resa conto di essere fuori controllo”.
Nella sinistra progressista, Greta è stata celebrata come un’icona generazionale che aveva appena diffuso il gossip per eccellenza senza mai alzare la voce. La destra l’ha accusata di ipocrisia, condiscendenza ed elitarismo. I commentatori conservatori hanno definito il momento “bullismo mascherato da superiorità morale”. Gli account MAGA hanno pubblicato foto affiancate di Greta su una barca a vela e di Leavitt sull’Air Force One, con la didascalia: “Chi vola davvero in privato?”
Leavitt stesso rispose tre ore dopo.
La reazione non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Greta non ha risposto direttamente. Invece, ha ripubblicato il tweet di Leavitt con una sua frase:
**”Ai fatti non importa dei jet privati.”**
Entro sera, la frase “Siediti, tesoro” era diventata un meme globale, uno slogan, un’arma, uno scudo, una battuta finale. Nel giro di 48 ore apparvero gadget: magliette, cover per cellulari, tazze da caffè. Gli sketch vennero trasmessi in programmi a tarda notte. Gli esperti dibattevano se si trattasse di empowerment o di condiscendenza. Le femministe discutevano se la piccola “bambina” indebolisse la Leavitt come giovane donna forte o riflettesse semplicemente la sua inesperienza sulla scena mondiale.
Dietro lo spettacolo virale, tuttavia, si celava una conversazione più profonda. Greta Thunberg, ora 23enne, ha trascorso più di metà della sua vita sotto l’occhio vigile del mondo. È stata definita una profetessa, una bambina, una impostore, un’eroina, una minaccia. Ha incontrato presidenti, parlato alle Nazioni Unite, attraversato l’Atlantico, è stata arrestata, denigrata e celebrata. Eppure, in questo studio londinese, ha fatto qualcosa che raramente fa: è entrata nel personale. Non ha tenuto lezioni sul tonnellaggio di carbonio o sui punti di non ritorno. Ha messo uno specchio davanti a un’altra giovane donna che aveva scelto una strada molto diversa.
Karoline Leavitt, 28 anni, è diventata la più giovane addetta stampa della Casa Bianca della storia nel gennaio 2025. È elegante, disciplinata ed estremamente leale all’amministrazione che serve. Appartiene senza dubbio anche a una generazione cresciuta sapendo che il cambiamento climatico è reale e urgente, e che ha preferito presentarlo come un’arma politica piuttosto che come una crisi esistenziale.
Il momento non è stato solo un attacco virale. È stato uno scontro generazionale ripreso in diretta televisiva: due donne ventenni, entrambe di eccezionale talento, entrambe con un’enorme influenza, si sono trovate su fronti opposti della più grande crisi che l’umanità abbia mai affrontato, e una di loro ha deciso di leggere ad alta voce il curriculum dell’altra.
Man mano che il video si diffondeva, una cosa divenne chiara: Greta Thunberg non aveva bisogno di urlare. Quattro parole a bassa voce erano sufficienti.
“Siediti, tesoro.”
E il mondo non ha smesso di parlarne.